domenica 27 maggio 2018

Un momento davvero cruciale, con molti rischi e insidie

Aggiornamento 27 maggio: Il nuovo governo non nascerà. Si sta prefigurando una situazione grave e inedita con dichiarazioni a dir poco abrasive. Scontro istituzionale in cui stanno venendo molti noti al pettine. Preghiamo e verificheremo.

Spero di sbagliarmi, ma non la vedo molto bene per l'Italia.
Ho appena ascoltato su Rai3 l'intervista a Di Battista, il quale ha dichiarato che, se il tentativo di governo dovesse fallire, non partirebbe più e si candiderebbe per le nuove elezioni.
Non trovo rassicurante una dichiarazione del genere per una serie di motivi:
  1. perché c'è il rischio che già sappia che il presidente non cederà
  2. perché è un trascinatore e rappresenta l'anima più giacobina del m5s che in questo gioco delle parti è dalla parte del popolo sguinzagliata e non ordinata, l'altra faccia della sinistra dei disvalori libertari senza etica, insieme al sotterraneo connubio con certi poteri...
  3. perché nel frattempo Mattarella impianterebbe il governo 'neutrale' che, per quanto balneare possa essere, si occuperebbe, prono a 90° nei confronti dell'Europa, delle imminenti importanti scadenze su quello scacchiere. E nel frattempo l'invasione è ripresa e continuerà fino a raggiungere livelli sempre meno gestibili. 
  4. Per contro, se Salvini cedesse, avremmo al Tesoro (e altrove) chi potrebbe comunque degnamente rappresentare le istanze sovraniste che non sono nazionaliste, ma esprimono il mero istinto di sopravvivenza che ancora resta nella parte 'sana' di italiani non zombificati e un inizio di cambiamento, per quanto realisticamente difficoltoso, potrebbe innescarsi a garanzia di un futuro del nostro Paese diversamente molto compromesso.

Curzio Nitoglia, Piccolo Dizionario Tomista

Curzio Nitoglia, Piccolo Dizionario Tomista

“Il male dell’epoca moderna è una malattia dell’intelletto che si chiama agnosticismo” (S. Pio X), secondo il quale il trascendente può anche esistere, ma è assolutamente inconoscibile. Se vogliamo guarire da tale male dobbiamo ritornare al realismo aristotelico/tomistico della conoscenza. 
L’essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo compilate da padre Guido Mattiussi. 
Il Tomismo, grazie al suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”), è diametralmente opposto al soggettivismo e al relativismo filosofico/teologico: “Cogito, ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista), secondo i quali la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano.
L’intelletto umano è capace di conoscere la realtà, è un fatto evidente a tutti gli uomini forniti di retta ragione ed onestà intellettuale e morale. Non si può dubitare di tutto. Infatti nel momento in cui dico di dubitare, implicitamente affermo che son certo almeno di una cosa: di dubitare. La filosofia realista dell’Aquinate eleva il buon senso, comune a tutti gli uomini capaci di intendere e volere, a scienza filosofica, la quale si basa sulla convinzione che esiste una realtà oggettiva, indipendente dal pensiero dell’uomo, il quale ha un’ intelligenza che non lo inganna, ma coglie il suo oggetto senza deformarlo anche se non lo conosce totalmente e perfettamente. Per cui la verità esiste e consiste nell’ adeguamento dell’ intelletto alla realtà. 

I nuovi princìpi dei vescovi a cui non ci adegueremo

Ѐ del tutto evidente che quel 'noi' ci riguarda e ci vede concordi.

Nella conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea generale dei vescovi italiani che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, il Presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, ha fatto alcune affermazioni che meritano qualche considerazione per capire dove i vescovi vogliano guidarci. Egli, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, ha elencato i suoi: “[...] principi irrinunciabili: la centralità della persona, il lavoro come mezzo fondante della personalità umana; l’attuazione sul piano concreto della Costituzione; la scelta chiara per la democrazia e per l’Europa”. Ci si chiede perché mai ci sarebbe bisogno della Chiesa e dei cattolici se si trattasse di perseguire questi obiettivi e perché mai per un cattolico essi sarebbero irrinunciabili. La Dottrina sociale della Chiesa non l’ha mai detto.

Robert. Sarah: L’Occidente, una barca ubriaca nella notte, perché è senza la luce di Dio

Riprendiamo da Stilum Curiae.

Testo integrale dell’omelia che il cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha pronunciato in occasione del pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres, da Notre Dame di Parigi alla cattedrale di Chartres.

Permettetemi innanzitutto di ringraziare calorosamente Sua Eccellenza il vescovo Philippe Christory, Vescovo di Chartres, per il suo fraterno benvenuto in questa splendida Cattedrale.

Cari Pellegrini di Chartres,

«La luce è venuta nel mondo» ci dice Gesù nel Vangelo di oggi (Gv 3,16-21) «ma gli uomini hanno preferito le tenebre».

E voi, cari pellegrini, avete accolto l’unica luce che non delude: quella di Dio?Avete camminato per tre giorni, pregato, cantato, avete sofferto sotto il sole e sotto la pioggia: avete accolto la luce nei vostri cuori? Avete davvero abbandonato l’oscurità? Avete scelto di percorrere la Via seguendo Gesù, che è la Luce del mondo? Cari amici, permettetemi di porvi questa domanda radicale, perché se Dio non è la nostra luce, tutto il resto diventa inutile. Senza Dio tutto è buio!

sabato 26 maggio 2018

Athanasius Schneider. La Chiesa sulla Terra e le sue caratteristiche essenzialmente militanti

La Chiesa sulla Terra e le sue
caratteristiche essenzialmente militanti

Mons. Athanasius Schneider

Rome Life Forum, Angelicum
18 maggio 2018

Quando non c’è battaglia, non c’è cristianesimo. Quando non c’è combattimento non esiste una vera Chiesa di Dio, nessuna vera Chiesa cattolica. Il Concilio Vaticano II ci insegna: “Tutta la storia dell’Uomo è stata la storia del duro combattimento contro i poteri del male, che si estende, come dice nostro Signore, dall’alba della storia fino all’ultimo giorno. Trovandosi in mezzo al campo di battaglia, l’uomo deve lottare per fare ciò che è giusto, ed è molto costoso, ed è quando è aiutato dalla grazia di Dio che riesce a raggiungere la propria integrità interiore” (Gaudium et spes, 37). Questa drammatica situazione di “tutto il mondo che è nel potere del malvagio” (1 Gv 5,19, cfr. 1 Pietro 5: 8) rende la vita dell’uomo una battaglia (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 409 ).

venerdì 25 maggio 2018

Conte presidente del Consiglio «incaricato». Quale sovranità potrà prevalere?

Aggiornamento 25 maggio. Sposto qui l'articolo del 23 scorso, per consentire la lettura e l'inserimento di ulteriori commenti che arricchiscono la discussione e seguono l'evolversi degli eventi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato della formazione del nuovo governo il prof. Giuseppe Conte, che ha accettato - come da formula di rito - con riserva. Il premier incaricato, giurista, nella comunicazione successiva, ha sottolineato di voler agire da "avvocato difensore del popolo italiano". 
Condivido il commento di un lettore: «I grillini sono una invenzione delle lobbies finanziarie, fortemente appoggiati dagli USA. La Lega invece è sempre stata coerente sui temi dell'interesse nazionale ma oggi è minoritaria in questo accordo che ha spaccato il centrodestra. La trasformazione sovranista dei grillini mi risulta misteriosa e il cappio al collo grillino che Salvini si è messo mi pare illogico. Però niente in politica è come appare. Vedremo dai fatti le ragioni e i rischi di questo governo».
E aggiungo che della comunicazione del Presidente incaricato mi inquieta il passaggio sull'unione bancaria... Dice di voler essere avvocato del popolo italiano, ma mi pare che ci sia incompatibilità nel difendere, allo stesso tempo, l'unione bancaria! (... sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea e internazionale dell’Italia Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria.)
Così a caldo di un presidente sinistrorso introdotto a Firenze nonché dei grillini non mi fido molto... ma vedremo! Avvocato difensore degli italiani, anche in Europa, mi pare una buona premessa.
19 maggio - Fontana e Giorgetti alla Marcia per la Vita
Voglio fidarmi di Salvini e dei validi collaboratori di cui ha avuto l'abilità di circondarsi. Penso anche a Giancarlo Giorgetti e al suo curriculum di tutto rispetto, il quale domenica 20 maggio era alla Messa delle 9:00 a Santa Trinità dei Pellegrini. Mi ha dato l'impressione di una persona che conoscesse perfettamente la liturgia del Vetus Ordo, dal momento che non si guardava intorno per seguire il comportamento dei presenti, ma anzi quasi lo anticipava. Ad un certo punto ha anche attraversato obliquamente la navata per accendere un cero. Ha assistito fino alla fine, compresa la lettura dell'inizio del Vangelo di Giovanni e le preghiere finali. In definitiva, immagino che la Messa nell'antico Rito Romano sia fra le sue abitudini. Inoltre, il giorno precedente, insieme a Lorenzo Fontana, era alla Marcia per la vita.

No all’8 x mille alla Nuova Chiesa - Danilo Quinto

Qualche giorno fa, sulla mia pagina facebook, ho ripreso una lettera di un sacerdote pubblicata da Marco Tosatti, su “Stilum Curiae”. L’argomento trattato era l’8 x mille nella dichiarazione dei redditi a favore della Chiesa Cattolica. Come ha scritto Tosatti, si trattava di una lettera amara e coraggiosa, di un prete incardinato in una Diocesi del Nord, che da 3 anni non destina più l’8 x mille alla Chiesa “per un’esigenza di coscienza”, dice, “non volendo contribuire a scelte e azioni della Gerarchia ecclesiastica che giudico contrarie alla Verità, contrarie al Vangelo”.

Trovo queste parole ineccepibili e ampiamente condivisibili. Corrispondono all’esercizio di quel “retto giudizio” che Gesù, nel Vangelo, ripetutamente invita i Suoi discepoli ad esercitare. Per questa ragione le ho riprese e le riprendo qui. 

giovedì 24 maggio 2018

26 maggio, 16:30, San Domenico-Teramo, Corrado Gnerre, "Ridateci Don Camillo"

S​abato 26 maggio alle 16,30 a Teramo, ​nel​la Cattedra Cateriniana di San Domenico (Corso Porta Romana​,​ 66​)​​, ​Il Cammino dei Tre Sentieri "Madonna delle Grazie" di Teramo​,​ organizza la presentazione del libro d​i ​Corrado Gnerre, "Ridateci Don Camillo. Giovannino Guareschi filosofo, teologo... e profeta", edito dalla Mimep-Docete.​ ​Sarà presente l'Autore (guida nazionale del C3S). 

Moderatore l'​avvocato teramano ​Pierfrancesco Nardini, guida locale e coordinatore nazionale del Cammino dei Tre Sentieri.

9 giugno, Roma: “O con me, o contro di me” - Cristiano Lugli

Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo“ (Gen. 19, 23-25)
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Con queste parole il libro della Genesi ci racconta la distruzione di due città in cui la perversione e la sodomia dilagavano. Guai a chi si fosse girato indietro a guardare, e la pietrificazione della moglie di Lot fu la conseguenza di un simile gesto.
Anche se certuni vorrebbero cancellare questa vicenda biblica, scomoda per il politicamente corretto pensiero della politicamente corretta nouvelle ecclesia, le cose sono andate in questo modo, e il peccato contra natura punito con il peggiore fra i flagelli: la distruzione delle due città.

Due città, appunto.

Il problema della nostra epoca è che è l’intero mondo ad essere perverso, non più due sole città come ai tempi di Abramo in cui, il grande Patriarca, tentò di salvare Sodoma e Gomorra per la bontà di dieci giusti che non vennero trovati. 

Oggi, la sodomia, imperversa in ogni angolo di strada e in ogni ciglio di piazza, con il nullaosta non solo delle istituzioni laiche asservite al Princeps Huius Mundi, ma anche della gerarchia ecclesiastica che, o ponziopilatamente o con imprimatur arcivescovile, avalla lo scempio sodomita che sfila e imbratta di ignominia le città, costruite sulla storia cristiana e sui baluardi di ciò che era la Civiltà europea.

Coscienza morale e verità nel magistero del Cardinale Carlo Caffarra

Coscienza morale e verità nel
magistero del Cardinale Carlo Caffarra
Livio Melina

Rome Life Forum, Angelicum 
18 maggio 2018

Nella esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco auspica che «la coscienza delle persone (sia) meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio» (n. 303). Ha anche aggiunto che «naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore». Ma che cosa significano precisamente queste affermazioni?
1. Primato della coscienza?
C’è chi ha voluto intenderle come invito ad un radicale “cambio di paradigma” (Paradigmenwechsel), da mettere in opera in tutta la teologia morale cattolica, un punto di svolta, in cui la Chiesa riconosce finalmente il primato della coscienza, al punto da relativizzare le norme, che andrebbero quindi non semplicemente applicate, ma sempre interpretate soggettivamente e in maniera diversa a seconda delle situazioni e circostanze, che solo la coscienza può conoscere e valutare. Senza dover negare le norme, questa ermeneutica del “discernimento caso per caso” diventerebbe la chiave “pastorale” offerta da Amoris laetitia, per poter finalmente fare pace con tutto il magistero morale sulla vita e la sessualità, in particolare con quello di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, smussandone le pretese normative eccessive, condannate come rigidità rigoristica. Non ci sarebbe bisogno dunque di cambiare la dottrina di Humanae vitae sulla contraccezione, di Evangelium vitae sull’aborto e sull’eutanasia, di Donum vitae sulla procreazione artificiale, basterebbe interpretarle pastoralmente, lasciando alla coscienza l’autorità di discernere nel caso particolare.